Chi viene ad Agrigento, nel mese di Dicembre, si meraviglia della fioritura, nella Valle dei Templi, degli alberi di mandorlo. E sono questi che hanno indotto a dare il nome alla più importante manifestazione della città. Se il tempo si mantiene mite si assiste alla fioritura anticipata dei fiori dei mandorli: il bianco rosato, allora, fa da sfondo e da scenario ai templi dorici della Valle.
Manifestazione di livello internazionale, ormai, richiama nell'arco di sette giorni, tra la prima e la seconda settimana di febbraio, migliaia di turisti di ogni nazionalità che affluiscono, soprattutto, la domenica conclusiva,
con ogni mezzo tanto che gli interminabili nastri di autobus, auto, auto-roulotte, camper posteggiati per chilometri lungo le arterie attorno ai templi o addirittura nei terreni circostanti costituendo così uno spettacolo nello spettacolo.
Le origini della sagra sono molto modeste. Inizialmente essa nacque a Naro con il nome di "Sagra del Mandorlo Fiorito", una cittadina a poco distanza dal capoluogo, ricca di monumenti medioevali, ancora non valorizzati. Venne infatti allestita una sfilata di carri addobbati con frasche e fiori di mandorlo e di un gruppo folkloristico allestito dalle suore di un istituto locale. L'anno successivo la manifestazione venne ripetuta ed ebbe lo stesso successo. Anche ad Agrigento si avviò questa manifestazione con una sfilata di automobili infiocchettate ed addobbate con fiori di mandorlo di modo che sfruttasse così il ritorno della primavera in terra agrigentina.
I balconi della via Atenea furono abbelliti con fiori di mandorlo, i carri siciliani sfilarono assieme a volenterosi studenti e dopolavoristi in costume. La seconda guerra mondiale interruppe la tradizione appena nata e bisognò attendere tempi più sereni per una ripresa, esattamente nel 1947.
Carri siciliani, carri allegorici, gruppi folkloristici dei vari centri dell'agrigentino, raduni automobilistici e motociclistici, elezioni delle prime miss primavera, scelte tra le bellezze locali, il tutto concludentesi su un palco al Tempio della Concordia su cui avveniva il ballo finale.
Nel 1953 la sagra fa un notevole passo avanti; poiché oltre a partecipare i gruppi folkloristici della provincia di Agrigento vi parteciparono anche i primi gruppi stranieri.
In questo periodo si iniziarono a sperimentare nuove iniziative: il festival della canzone siciliana, il festival della canzone mediterranea, raduno dei cantastorie siciliani, rassegna della moda italiana di primavera, convegni di studi sulla letteratura greca in Sicilia, pattinaggio artistico, concorso di pittura estemporanea sul tema della Sagra.
Nel 1962 la Sagra prese il nome di "Sagra di Primavera" e si svolse da Febbraio a Maggio, comprendente così le manifestazioni usuali ripartite in quattro mesi ed anche uno spettacolo di danze classiche. Però tutto ciò durò per tre anni. Nel 1969 si effettuano incontri culturali e simposi letterali ispirati a Pirandello ed altri convegni sul tema "turismo ed archeologia"; si pubblicizza un premio giornalistico internazionale ed anche nel campo cinematografico si lancia un premio "Agrigento Cinema Narrativa".
Il Festival Internazionale del Folklore con il passare del tempo divenne il cuore della Sagra del Mandorlo in Fiore, selezionando dal Folklore di tutto il mondo i migliori gruppi dell'Europa orientale ed occidentale, della Russia, del bacino del Mediterraneo, dell'Asia, delle Americhe, dell'Africa. La sfilata della Domenica rappresenta la conclusione della Sagra in un atmosfera gioiosa in cui la gente affluita da ogni parte , con ogni mezzo, partecipa alla musica ed al Folklore.
Durante la settimana viene allestito un altro spettacolo chiamato "Fiaccolata dell'amicizia" che si svolge lungo le vie principali della città; tra un'ala di spettatori, in un intrecciarsi di suoni e canti.
Una giuria, formata da esperti nel settore folkloristico, assegna, alla fine dello spettacolo, al Tempio della Concordia il primo premio cioè il Tempio d'oro, figurante il Tempio dei Dioscuri. La manifestazione vuole unire in un abbraccio di fratellanza tutti coloro che vogliono la pace, sentimento sintetizzato dalle fiamme scaturenti dal braciere, simbolicamente acceso, con le fiaccole portate dalle rappresentanze delle diverse nazioni, nella apposita cerimonia di apertura della Sagra del Mandorlo in Fiore.