Una delle feste più importanti di Agrigento è la festa di San Calogero. Essa ricorre la prima e la seconda domenica di luglio di ogni anno. Il Santo di Agrigento, secondo la tradizione, venne in aiuto della popolazione durante una pestilenza facendo così pervenire alla gente, tappata in casa per il terrore, il pane.
I devoti, cioè coloro che hanno ricevuto le "Grazie" dal Santo, buttano addosso al Simulacro, pagnottelle o pezzi di pane confezionato con grano fresco ed aromatizzato con "cimulu duci"; anche se oggi questa tradizione si va sempre più perdendo. Ad essere portato in processione è il Simulacro del "Santo vecchio", poiché il "Nuovo", è collocato in una nicchia del frontone della chiesa. Inizialmente la festa era rivolta solo ai contadini, ma adesso lo è anche di tutti i cittadini.
La manifestazione comincia con gli animali "parati" che dalla parte opposta della città si avviano alla volta della chiesa. Sono dei cavalli decorati con coperte di seta, con nastri al collo, alle orecchie, alle ginocchia; mentre il denaro delle offerte è appuntato con spilli in modo ben visibile. Altri scelgono di offrire alla chiesa grano oppure ex voto realizzati, sempre con farina di grano fresco, a forma di braccia, gambe ecc.
Da qualche anno agli animali "parati" si sono aggiunti anche i furgoncini, tipo Vespa ,che sono anch'essi decorati con drappi, nastri e spighe di grano, concorrendo così ad accrescere il tono colorito della sfilata. Caratteristici sono i portatori della bara che con addosso uno scapolare, fazzoletto al collo a quadrettoni o legato alla fronte, recano sulle spalle, per le vie della città, il pesante simulacro. A precedere l'uscita del Simulacro vi sono i "Tammurinara" che suonano "la Diana" mettendosi in cerchio e toccando a tratti con la propria bacchetta la pelle del tamburo di un altro compagno. Un senso di ansia, un momento di silenzio ed ecco all'apparire del Simulacro un grido si leva: "Viva San Calòòòòò!" nella calda aria del mezzodì di luglio.
Il Santo ritorna fra la sua gente; si ferma sulla spianata, mentre attorno, su di lui, cadono pezzi di pane. Bambini vengono portati a baciare il Santo; altri gli asciugano il volto e conservano preziosamente il fazzoletto usato durante le ore più calde della canicola di luglio, il simulacro e i portatori sostano, in una zona di ombra, per riprendere la sfilata. All'ora del rientro in chiesa, con un movimento di va e vieni, il Santo nero, sembra volere rifiutare l'oblio di un anno.