Acragante, Akragas, Agrigentum, Kerkent, Girgenti, Agrigento. In questi nomi sono racchiusi 2500 anni di sto ria agrigentina. Dalla colonia rodio-cretese di Gela ha origine nel 581 a. C la fondazione della sottocolonia di Akragas ad opera dei due ecisti Aristoneo e Pistilo. La storica vittoria ad Himera dei Greci sui Cartaginesi, nel 480 a. C., oltre che portare ad Akragas un enorme bottino segnò per la città un periodo di prosperità e potenza che diede vita alle grandi opere pubbliche, templi e acquedotti. Agrigento diventa centro attivo della cultura mediterranea ed una grande potenza militare con Terone.
Il commercio e l'industria arricchirono la città. La corte di Terone era frequentata da grandi poeti come Simonide e Pindaro. Quest' ultimo infatti dichiarò che Akragas era la più bella città che gli uomini avessero mai edificato.
Mentre in tutte le città andava risorgendo il regime democratico, Empedocle stabilì in Agrigento un governo a forma mista che concedeva gli stessi diritti all'aristocrazia e al popolo.
Un conflitto di confine tra Segesta e Selinunte provoca alla fine del V secolo un secondo intervento Cartaginese in Sicilia e Agrigento nel 406 a. C. fu presa dai Cartaginesi e abbandonata dagli abitanti che nel 405 poterono ritornarvi a condizione di non fortificarsi e di pagare un tributo a Cartagine.
Nel 338 a. C. con Timoleonte riprende un periodo di sviluppo e prosperità per Akragas e quando i nuovi coloni provenienti da Elea si aggiungono alla vecchia popolazione vennero ricostruite le mura. Durante le guerre puniche, Agrigento diventa base di operazione Cartaginesi contro Romani.
Akragas ha dei confini naturali: a settentrione vi è la "Collina di Girgenti", dove si sviluppò la città medievale, e la "Rupe Atenea" acropoli della città greca; a est e a ovest vi sono i due fiumi: Akragas oggi chiamato San Biagio e Hipsas oggi Drago; e a sud si estende una vasta pianura sino alla foce del fiume San Leone.
Il centro abitato e i monumenti pubblici si estendevano ai piedi dell'acropoli. In questo sistema si inseriva la zona sacra dei santuari nella Valle dei Templi e gli edifici pubblici dell' Agorà superiore alle spalle della chiesa di S. Nicola e l'Agorà inferiore nella zona del tempio di Zeus, che conserva anche un Ginnasio.
Una fitta rete di acquedotti sotterranei ipogei, attraversava l'intera Valle e riforniva la città. Fuori dalle mura, erano poste le necropoli, quella più importante, in località Pezzino e quella romana a sud della collina dei templi. La fama che Agrigento gode in tutto il mondo la deve alle immense ricchezze di indiscusso valore storico ed archeologico che solo la valle dei templi può offrire.