Si tratta di una fra le più significative espressioni dell’architettura dorica. Esso stupisce il visitatore per l’ottimo stato di conservazione.
Il tempio della Concordia risale alla metà del V secolo a.C. e presenta 6 colonne sulle due facciate e 13 sui lati lunghi.
E' situato a settecento metri circa a ovest del tempio di Giunone al margine del costone roccioso della collina.
Il suo nome è convenzionale e deriva da una iscrizione latina di età imperiale con dedica alla "concordia degli agrigentini" erroneamente messa in rapporto con l'edificio.
Quest'ultimo ha una lussureggiante vegetazione che non ha eguali al mondo. Il tempio della Concordia è senza dubbio il più bello ed il più perfetto dei templi dorici che i secoli hanno, almeno in parte, risparmiato.
Di esso non rimane che la mirabile ma nuda struttura architettonica che, da sola, basta a imporre la più referente ammirazione.
Oggi più non splendono al sole gli stucchi bianchi ed i vivaci colori che l'adornavano poiché il tempo, le intemperie e gli uomini hanno sottratto e disperso quasi tutto. Ciò nonostante rimane il monumento più appariscente della vasta zona archeologica agrigentina ed un nobile messaggio di arte e di fede pervenuto a noi attraverso gli anni.
Agli inizi del VII secolo d.C. il vescovo Gregorio di Girgenti trasformò il tempio in chiesa di culto cristiano, dedicato a S. Pietro e Paolo, modificando l’antico assetto del tempio in basilica a tre navate.Il tempio è rivolto a oriente.