Il tempio di Casore e Polluce è collocato a ovest del Tempio di Giove Olimpico nell’area sacra delle Divinità Ctonie. Il tempio è diventato simbolo di Agrigento per il fascino e la particolarità della sua struttura e della sua ricorrente rappresentazione.
Il tempio è rivolto ad oriente e delle 34 colonne che si presentavano solo quattro si stagliano in mezzo a tutte quelle rovine. Il tempio mostra, inoltre, una decorazione figurativa e fogliata ricca e varia.
Ai lati del tetto si notano esemplari di grondaia dalla forma a testa di leone, di cui questo tempio, come quello di Demetra e di Eracle, si avvaleva, era soprattutto quello di spaventare le potenze del male e di allontanarle in tal modo magicamente.
Una smagliante policromia, sovrapposta allo stucco, indispensabile per proteggere il materiale, completava la decorazione.
L'edificio fu, nel 1836, sgombrato dalle pietre e dalla terra che per molti secoli lo avevano ricoperto. Villareale e Cavallari furono gli archeologi che rilevarono la pianta del tempio, disotterrarono moltissimi ruderi di colonne, ed eressero su tre gradoni, tre colonne alle quali, nel 1856, ne aggiunsero una quarta. Il tempio è chiamato anche delle “tre colonne” , poiché da una particolare angolazione ottica sembra riconoscerne soltanto tre.