Il tempio di Giove è il più grande tempio dorico dell'occidente. La sua costruzione risale al 480 a. C. dopo la vittoriosa battaglia sui Cartaginesi a Imera. Gli agrigentini costruirono questo grande edificio colossale ma l'opera non venne terminata, gli mancava il tetto, a causa della guerra dei Cartaginesi e per la distruzione della città rimase incompleto. Oggi è soltanto un ammasso di rovine. Esso era circondato da mura nelle quali le colonne si trovavano per metà incassate.
Con il passare del tempo questo tempio venne rovinato dalle intemperie e dai terremoti ma nonostante ciò una parte dell'edificio venne sostenuta da tre giganti e da alcune colonne.
Ma anch'essa caddero nel 1401. La maggior parte delle rovine si trovano accumulate sul lato di ponente dove caddero le parti colossali di quell'edificio e dove si trovano fra le altre cose frammenti di mezze colonne. Il molo di Porto Empedocle venne costruito con pietre tolte dall'Olimpico tempio.
Questo era l'unico tempio che non era circondato da colonne isolate bensì da mura nelle quali si trovavano nei lati quattordici mezze colonne. Alle mezze colonne esterne corrispondevano nell'interno pilastri quadrati.
All’interno del perimetro del tempio si trova un esemplare in copia di un telamone. Le gigantesche statue alte circa 7,5 mt., furono poste dagli architetti del tempo a sostegno delle strutture e anche per motivi decorativi.